Quando l'azienda brucia, la priorità è sempre una racchetta in mano.
Nel pieno della tempesta istituzionale per la destituzione di Rita - una crisi che avrebbe fatto impallidire il miglior talk show politico - il presidente, con aplomb degno di un monarca decadente, decide di presiedere il torneo aziendale di ping pong. Perché quando l'azienda brucia, la priorità è sempre una racchetta in mano. Sul campo si affrontano Nicolas-Federico, ribattezzati "le suocere" per l'inspiegabile affiatamento polemico, contro la nuova coppia Alessandro-Francesca, con Alessandro new entry del torneo e già vittima predestinata del battesimo del fuoco. Pre-partita: caos e passerella La sala stampa - o meglio, il tavolino con due colleghi e un caffè macchiato - disturba il riscaldamento. Nicolas reagisce come se fosse sotto assedio mediatico: attacca i reporter, sbraita, accusa complotti. Le regole del torneo? Sconosciute ai più, probabilmente scritte su un post-it smarrito. Federico nel frattempo cambia d'abito, manco fosse alla finale di Wimbledon. Alessandro osserva in silenzio, forse chiedendosi se sia ancora in tempo per chiedere il trasferimento.
Primo set: tra insulti e bordate La coppia delle "suocere" parte forte: si intruppano, si danno manforte, si coordinano con l'energia passivo-aggressiva tipica delle riunioni del lunedì mattina. Nicolas insulta gli avversari con creatività lessicale degna di un poeta maledetto, ma viene richiamato all'ordine. Gli insulti, però, volano più delle palle. Nonostante Nicolas, il livello è sorprendentemente alto. Francesca piazza un puntone andando quasi a bordo campo, strappando applausi sinceri. Federico prova a fare lo sborone, si atteggia, si gonfia… e sbaglia clamorosamente. La coppia Alessandro-Francesca costruisce solo "punti infami", chirurgici, sporchi quanto basta per mandare in tilt gli avversari. Dopo venti minuti di assedio, Nicolas segna finalmente un punto. Esulta. Poi se la prende con il compagno di squadra. Logica impeccabile. Il primo set va alle suocere.
Secondo set: emmental e umarell Si entra nella fase delle schiacciate all'ultimo sangue. Il televisore alle spalle del campo, bersagliato da traiettorie creative, inizia a sembrare un emmental: più fori che pixel. A bordo campo, gli umarell aziendali borbottano: analisi tattiche non richieste, commenti sulle posture, nostalgie di tornei mai vinti. Il secondo match è combattuto, ma ancora una volta vincono le suocere, che consolidano il loro dominio con la grazia di un consiglio d'amministrazione in assetto di guerra. Terzo set: epilogo inevitabile Il terzo set segue il copione. Nicolas continua a insultare a intermittenza, Federico alterna lampi di classe ad errori, mentre Alessandro e Francesca combattono con dignità e qualche colpo basso di troppo. Ma alla fine, ancora loro: Nicolas-Federico chiudono il set e la partita. Le suocere trionfano. In sintesi: una partita combattuta, tecnicamente valida, emotivamente tossica. Un concentrato perfetto di dinamiche aziendali: polemiche istituzionali sullo sfondo, regole nebulose, ego smisurati e un televisore sacrificato sull'altare della competizione. Se questo è il clima del torneo, per il prossimo anno si consiglia casco, paraorecchie e - possibilmente - un regolamento umano.